PHOTOGRAPHER

Michele Battilomo

LONELY BOY

 

Ricordate, ricordate sempre, che tutti noi, e tu ed io in particolare, discendiamo da immigrati.

(Franklin D. Roosevelt)

 

Il progetto mira ad interpretare il profondo senso di solitudine di chi è considera to "diverso". Diverso da chi, poi?

La fotografia, in questo modo, diviene il mezzo per superare i muri dell'indifferenza e per raccontare le esistenze all'interno dei centri di accoglienza e dei ghetti abusivi. Luoghi distinti da un differente status giuridico, ma accomunati dalla Stessa condizione: l'abbandono.

Lonely boy è, dunque, uno Status, una condizione, frutto fallimentare del sistema di accoglienza italiano. Viviamo in un'epoca contraddistinta da un profondo squilibrio territoriale, dove la realtà micro-regionale, quella più familiare per in tenderci, si mescola a quella più cosmopolita. La mobilità delle persone, la digitalizzazione, i mezzi di comunicazione e i flussi migratori hanno cambiato la percezione dei confini e dei luoghi. Oggi, non è più possibile considerare il territorio uno spazio geografico, si tratta piuttosto di una dimensione psicogica e sociale. Ed è proprio in questa dimensione che si annida la necessità estrema di conoscere chi capita nelle nostre vite, chi viene da lontano, chi entra in casa nostra, che sia in punta di piedi o sfondando la porta.

 

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